La recente Fashion Week uomo ha già iniziato a raccontarci cosa indosseremo il prossimo autunno inverno e la moda come sempre guarda avanti, talmente avanti che, mentre analizziamo le prossime stagioni, molti di noi sono alla terza settimana consecutiva con lo stesso maglione infeltrito, ormai parte integrante della nostra identità. Non sappiamo cosa indossare, non sappiamo cosa acquistare con i saldi, non sappiamo se vale la pena acquistare, eppure guardiamo le sfilate informandoci sulle tendenze del futuro. È questo il paradosso della moda contemporanea, vivere costantemente in prospettiva, senza considerare il presente che sfugge dalle mani. Ho pensato di arrivare in soccorso degli appassionati dell’oggi che hanno il grande dono di concentrarsi sul presente senza farsi particolarmente influenzare da visioni future e tendenze. In questi ultimi due mesi, prima che la primavera entri a far parte delle nostre vite e del nostro armadio, voglio dare valore alla moda di oggi, che ancora esiste, forse in modo più concreto di tutte le altre che vediamo solo in passerella o nei lookbook dei brand. Nella moda di questi mesi emerge un quadro interessante ovvero che l’inverno 2026 è una stagione di convergenze più che di contrasti, con differenze sottili ma significative nel modo in cui uomini e donne interpreteranno gli stessi codici. Il primo grande tema condiviso è il ritorno della protezione. Cappotti lunghi, volumi avvolgenti, stratificazioni pensate più per resistere che per decorare. Nella moda uomo questo si traduce in outerwear strutturato, spesso ispirato all’abbigliamento utilitario o militare, con spalle decise e materiali robusti. Nella moda donna, invece, la protezione diventa gesto. Cappotti che sembrano abbracciare il corpo, stole e cappe, pellicce e costruzioni morbide che puntano sull’impatto visivo più che sulla rigidità, stratificazioni e colletti importanti. Anche la palette cromatica racconta una sorprendente armonia. Borgogna, marroni profondi, grigi caldi e neri stratificati dominano entrambi i guardaroba. La differenza sta nell’uso: l’uomo li indossa in modo uniforme, spesso monocromatico, cercando coerenza e continuità; la donna li spezza, li lucida, li rende emotivi attraverso texture diverse come velluto, satin e maglia soffice. Sul fronte delle silhouette, l’inverno 2026 sembra segnare un momento di equilibrio. L’uomo abbandona l’oversize più estremo per tornare a una sartorialità rilassata ma controllata. Pantaloni ampi ma precisi, blazer morbidi, maglieria importante. La donna, al contrario, gioca con il contrasto alternando volumi maxi sopra a linee più asciutte sotto, oppure abiti fluidi che convivono con capispalla imponenti. È come se entrambi si stessero muovendo verso un centro comune, partendo però da estremi opposti. In fondo, le tendenze dell’inverno 2026 ci raccontano questo: uomini e donne non si vestono più per distinguersi nettamente, ma per dialogare. I codici si contaminano, le differenze si assottigliano, mentre lo stile diventa sempre più una questione di attitudine piuttosto che di genere. E così, mentre i designer ci proiettano già nel prossimo inverno, noi restiamo qui, nel presente, avvolti nel nostro maglione fidato. Forse non è un errore, forse è solo la prova che la moda può guardare lontano, ma il vero privilegio resta sempre lo stesso: sentirsi a proprio agio, anche mentre si sogna ciò che verrà.